07 dicembre 2019

I reparti per Alzheimer delle Residenze Green Park

“Un approccio basato sulla persona, non sulla malattia”. Così Andrea Fabbo, geriatra esperto in demenze, spiega ai parenti dei 34 ospiti come nei due reparti dedicati delle Residenze Green Park ci si prende cura dei loro cari. “Da malattie come l’Alzheimer non si guarisce, ma si può rallentare la disabilità cognitiva. La giornata di un ospite si basa su molte attività, cd “significative”, come la pittura, ma anche la cucina e le pulizie. Quello che facciamo è intercettare i bisogni, per prevenire i cosiddetti comportamenti anomali o difficili che possono creare difficoltà a chi assiste. Quando un paziente è agitato, bisogna chiedersi il motivo. Come reagiremmo noi se arrivasse un estraneo che vuole spogliarci?”.
A salutare i parenti, poi ospitati a pranzo, insieme a Fabbo c’erano Mario Morandi direttore sanitario, Francesco Bonfà psicologo e Chiara Camuri coordinatrice delle Oss, oltre al presidente del gruppo Mantova Salus, Guerrino Nicchio: “20 anni fa il nucleo alzheimer era considerato un “ghettizzazione” del paziente. Oggi invece torna di grande attualità, perché la diffusione e la specificità della malattia lo hanno reso necessario. Lo testimonia il fatto che in meno di un anno abbiamo già quasi esaurito i posti disponibili, ed a breve consideriamo di arrivare a saturazione”.